Microsoft chiude un account hackerato, 25 anni di dati personali persi per sempre

Microsoft ha appena perso una causa in Brasile per il modo in cui ha gestito un account hackerato, e a quanto pare ci risiamo con più o meno le stesse modalità. A denunciare l’accaduto è stato lo streamer Joshua Khane, che sostiene di aver perso definitivamente il proprio account Microsoft e tutti i dati associati dopo un attacco informatico, con conseguenze che definisce devastanti. Khane racconta su Twitter che gli hacker hanno modificato le informazioni di sicurezza, impedendogli di riprenderne il controllo.

Microsoft è intervenuta, chiudendo definitivamente l’account (in modo “irreversibile”, conferma la nota della società) ed escludendo in modo categorico qualsiasi tentativo di recupero. Khane dice che l’account conservava circa 25 anni di dati personali, tra cui documenti, contenuti digitali e fotografie di famiglia considerate insostituibili - incluse quelle dell’infanzia del figlio, archiviate su OneDrive e ora non più accessibili. Oltre ai contenuti personali, lo streamer sostiene di aver investito migliaia di euro in videogiochi e acquisti digitali collegati allo stesso profilo Microsoft, che risultano anch’essi irrecuperabili.

https://www.hdblog.it/microsoft/articoli/n664388/microsoft-account-hackerato-chiuso-25-anni-dati/

@informatica

      • Ognuno@poliversity.itOP
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        19 days ago

        @informapirata @anfibolo @informatica

        E in base a cosa? Al comma 10.50.10?

        A cosa ti riferisci? Ho provato a cercare e ho trovato solo questo:

        Se stai cercando un riferimento a una legge, un articolo o un codice penale, ti fermo subito: nel sistema giuridico italiano il “comma 10.50.10” non esiste. I commi delle leggi sono identificati da numeri singoli (es. comma 1, comma 10 o al massimo comma 10-bis), non da stringhe di tre numeri separati da punti.

        Molto probabilmente sei vittima di un piccolo e divertente malinteso fonetico: la parola “comma” suona in modo quasi identico a “concime”!

        Quello a cui ti riferisci è infatti il concime 10-50-10 (o 10.50.10), una delle formule di fertilizzante minerale più famose e utilizzate in agricoltura e giardinaggio.

        Cos’è il concime 10-50-10?

        Si tratta di un concime idrosolubile o in polvere di tipo NPK (i tre macroelementi fondamentali per le piante). I numeri indicano la percentuale di questi elementi all’interno del prodotto:

        • 10% di Azoto (N): Utile per la crescita delle foglie e dei rami (sviluppo verde).
        • 50% di Fosforo (P): Presente in massiccia quantità. È il nutriente chiave per stimolare lo sviluppo delle radici e favorire una fioritura abbondante e l’allegagione (la nascita dei frutti).
        • 10% di Potassio (K): Aiuta a irrobustire i tessuti della pianta, rendendola più resistente alle malattie, alla siccità e migliorando il sapore e il colore dei frutti.

        Quando si usa?

        A causa del suo altissimo contenuto di fosforo (il “50” centrale), questo fertilizzante viene usato principalmente:

        1. Durante il trapianto o la semina: per aiutare le giovani piante a sviluppare rapidamente un apparato radicale forte.
        2. In pre-fioritura: per dare energia alla pianta nel momento in cui deve produrre fiori e frutti.