È il momento di passare dalle parole ai fatti, Scott Galloway, docente ed esperto di finanza, lancia una campagna di boicottaggio economico contro le BigTech e le loro azioni con un messaggio chiaro: se il potere politico ignora cittadini, i tribunali e i media allora bisogna colpire dove davvero ascolta, i soldi.

La proposta è semplice:
👉 Disdire abbonamenti
👉 Ridurre la dipendenza
👉 E altre azioni seguibili nel gruppo di @tecnologia etica

fonte: https://www.resistandunsubscribe.com/

#BigTech

  • Gino@poliversity.it
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    19 days ago

    @devol@mastodon.uno @tecnologia@diggita.com Personalmente non ho iscrizioni a nemmeno uno dei servizi indicati dall’autore, ma conosco persone (tante) che per seguire quelle indicazioni dovrebbero anche (quasi) buttare o cambiare PC (utenti Apple) o altri dispositivi. Molti poi si ritroverebbero a fare i conti con il vuoto della loro vita fuori da quei servizi. Il vero problema - ciò che realmente lega e toglie libertà - è che per abitare un mondo ridotto a flusso di segni, messaggi e merci non puoi fare a meno di quei “servizi” e di quella chincaglieria info-tecnologica, questa è l’essenza della Tecnica. Per uscire fuori da quella situazione non è sufficiente semplicemente annullare abbonamenti… “ci vuole un altra vita” (cit. Battiato)

  • ulisse62@mastodon.uno
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    1 month ago

    @devol @tecnologia il problema non è disiscriversi, ma trovare delle alternative. Amazon ad esempio ti consegna il giorno dopo, nessun’altro lo fa. Google è incluso per default in tutti i cellulari non Apple. Microsoft te lo tirano dietro quando acquisti un computer che non sia Apple o Chromebook. E’ sulla grande distribuzione che bisogna cominciare a fare pressione, affinchè offrano prodotti alternativi come ad esempio computer con Linux.

  • Andrea@mastodon.uno
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    1 month ago

    @devol @tecnologia potrei sbagliarmi, ma non mi risulta che i boicottaggi di questo tipo abbiano mai funzionato. Quante persone arriveranno a farlo? Al 99,99% le big tech non se ne accorgeranno neanche di questo boicottaggio. Anche perché l’utente medio non é colui che viene qua su Mastodon, e se anche dovesse arrivargli questa informazione, non é disposto a rinunciare a quei servizi. Da qualche parte bisogna pur cominciare é vero, ma non credo che questa sia la via giusta

  • fabriziob@diggita.com
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    1 month ago

    Io non sono d’accordo sull’approccio basato sul disdire i servizi a pagamento. I soldi che vengono dati a queste aziende direttamente dagli utenti sono una quantità risibile in confronto a quanto ottengono da investitori privati ed istituzionali a fronte del semplice numero totale degli iscritti. Come per lo Sbattesimo, ci vuole una vera e propria bonifica statistica a loro danno.

    Io sono totalmente fuori da Amazon, Epic, Facebook, Instagram (sto lavorando su WhatsApp), Netflix, Uber e X, tra poco anche da Microsoft e tra un po’ di più anche da Google.

    Si campa benissimo e anzi con alternative come Mubi, ci si guadagna anche in cultura.

    Ma non si faccia l’errore di pensare che il fatto che si paghi qualcosa abbia un peso per aziende come queste. Basti vedere come Google si comporta con chi, come me, blocca gli annunci su YouTube, nonostante non lo paghi.