Dopo un anno di “vibe coding”, è sempre più chiaro che l’IA non può sostituire l’impegno e l’esperienza umana. Le promesse di sviluppo rapido tramite comandi in linguaggio naturale, hanno portato a codice generico, problemi di sicurezza e mancanza di creatività. La supervisione umana rimane essenziale per garantire qualità e originalità.
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    • SimoneViaggiatore@diggita.com
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      3 months ago

      Si, perché le risorse non sono infinite. La crisi della RAM dimostra che a salvarci sarà l’ottimizzazione, non la potenza bruta.

      Un pensiero più in generale: anche a me nel mio lavoro di sistemista e PM capita spesso di usare l’ia per fsfmi fare alcuno script piccoli per cose usa e getta.

      Però, in tutta onestà almeno nella meta dei casi, tra risposte sbagliate, comandi deprecati, script che alla fine non fanno quello che voglio, impiego lo stesso tempo o quasi rispetto al fare tutto col metodo della nonna: studiare velocemente i comandi e qualche ricerca.

      Con la differenza che imparo meno. Altre volte oggettivamente aiuta, soprattutto quando suggerisce istruzioni, codici, cose che non avresti immaginato.