Milano: perché non far pagare a tutti Area C e Area B?
Il consigliere Enrico Fedrighini ha fatto una proposta che definirei interessante e rivoluzionaria. Usare #areaC e #areaB
per diminuire in maniera significativa il numero di #auto in città.
Lo spazio è limitato, e quindi prezioso. I ricavi andrebbero poi usati per investire sulle alternative.
Ma un miglioramento ci sarebbe immediatamente: a Milano i mezzi di superficie sono molto inefficienti, a causa del #traffico.
Cosa ne pensate?
@rivoluzioneurbanamobilita @milano
Può essere un inizio, ma *contestualmente* sarebbero necessarie altre 2 operazioni altrettanto importanti:
1 - riduzione dei numero dei parcheggi di superficie (altrimenti hai meno auto circolanti ma sempre le solite parcheggiate)2 - aumento di linee pubbliche periferice/circolari che migliorino i collegamenti senza passare dal centro
@rivoluzioneurbanamobilita @milano
La cosa importante e che questi 3 punti siano contestuali, altrimenti l’amministrazione corre il rischio di non far accettare i cambiamenti e gli eventuali disagi iniziali alla cittadinanza
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Provo a rovesciare il tuo punto di vista, dimmi cosa ne pensi:
Credo che Milano diventerebbe più accessibile, specialmente per chi si muove con i mezzi e in bici.
I tram e gli autobus sarebbero più veloci e puntuali, e ci sarebbe spazio per corsie preferenziali e piste ciclabili.
E a finanziarle sarebbero quelli coi macchinoni.
In più per le poche volte che uno deve veramente usare l’auto per entrare a Milano (pagando), ci sarebbe meno traffico.
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@rivoluzioneurbanamobilita @L_Alberto @milano potrebbe funzionare se l’ingresso fosse proporzionale ai kW della auto. E dovrebbe essere a pagamento anche per auto elettriche/ibride, seppur in forma ridotta (altrimenti tutti col SuV elettrico in giro).
@rivoluzioneurbanamobilita @L_Alberto @milano Il tema è che vanno ridotte le auto, tutte e specie quelle più ingombranti. Altrimenti la transizione diventa sconveniente per la massa, che per assurdo è quella spesso condannata a muoversi in auto dato che non è coperta da direttrici del servizio pubblico.





